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Uniti per Cagli

Ufficio giudice di pace a rischio chiusura


A Cagli sta passando quasi del tutto inosservato il concreto pericolo di chiusura che sta correndo l’ufficio del Giudice di Pace. Tale iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di ristrutturazione dell’intero sistema giudiziario nazionale portata avanti dall’attuale governo, è infatti allo studio uno decreto che porterà alla chiusura su tutto il territorio nazionale di oltre 680 uffici, tra questi anche quelli di Cagli e Macerata Feltria che saranno accorpati a quello di Urbino.
Dopo la soppressione, oltre dieci anni fa, degli uffici della Pretura accorpati anche quella volta ad Urbino, il nostro territorio rischia nuovamente di vedersi sottratto di un altro importante servizio che comporterà inevitabili disagi per tutti i cittadini. Tutto questo avviene in un contesto già molto preoccupante in cui i territori dell’entroterra vengono costantemente impoveriti di servizi di grande utilità che vengono spostati in altre sedi a diversi chilometri chilometri di distanza costringendo così i cittadini del territorio a continui viaggi in macchina, o con i mezzi pubblici, per poter accedere a questi servizi. Inoltre i fatti dimostrano che questa logica “dell’accorpamento” nella maggior parte dei casi anziché portare ad un risparmio per le casse delle amministrazioni non fa altro che creare immense strutture fonte poi di grandi inefficienze e quindi di spreco di denaro pubblico.
Questa volta però non tutto è perduto, infatti la bozza del decreto lascia aperta la possibilità che gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possano richiedere il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi. Considerato che attualmente l’ufficio del Giudice di Pace ricopre un territorio piuttosto vasto che comprende Cagli, Acqualagna, Apecchio, Cantiano, Frontone e Piobbico, penso che in un logica di associazione dei servizi già intrapresa in altre situazione (es. polizia municipale) la Comunità Montana del Catria-Nerone possa e debba farsi carico di questa responsabilità e rendere possibile il mantenimento di questo utile servizio, ritengo che sia possibile individuare all’interno delle proprie sedi un locale adatto ad ospitare tale ufficio senza dover ricorrere all’uso di locali in affitto e spostare personale a supporto dell’attività dello stesso. Altri comuni che stanno correndo i nostri stessi rischi si sono già mossi in questa direzione. Mi auguro quindi che il Presidente della Comunità Montana Massimo Ciabocchi e il Sindaco di Cagli Patrizio Catena, in collaborazione con tutti gli altri comuni coinvolti, mettano in atto tutte le azioni necessarie per raggiungere questo obiettivo.

Simone Priori
Uniti per Cagli

 

 

Incuria e degrado dei giardini di via Paganucci


Dovrebbe essere un piccolo parco giochi per bambini ed invece è un vero immondezzaio. Buste piene di rifiuti, lattine vuote, recinzioni pericolose, sporcizia dappertutto. Non siamo in una degradata periferia metropolitana, siamo nel centro di Cagli, ma  questo è lo spettacolo che si trovano di fronte bambini e famiglie che provano a frequentare i giardini di via Bencivenne Paganucci. A nulla sono serviti i ripetuti inviti rivolti alla amministrazione per ripulire la zona. E’ una vera indecenza e trattandosi di un’area molto limitata, non esiste scusante che tenga, per cui l’amministrazione deve intervenire subito per eliminare questo sconcio ed oltre alla pulizia si dovrebbe garantire anche un minimo di controllo su un’area che altrimenti rischia di diventare un luogo dove tutto avviene tranne quello per cui è stato realizzato.

Vincenzo Mei
Uniti per Cagli
 

Distinti salumi non ci sarà

 
Quest’anno a Cagli non ci sarà Distinti Salumi e molte sono le considerazioni sul fatto. Sulla vicenda è intervenuto Vincenzo Mei ex Sindaco di Cagli e capogruppo di Uniti per Cagli.
“Sono dispiaciuto della decisione, ma era purtroppo prevedibile. Quando la nostra città perde qualcosa non posso certamente essere contento. Purtroppo le preoccupazioni che avevo manifestato sulle linee organizzative si sono avverate e ciò vuol dire che le mie non erano critiche e suggerimenti fuori luogo. Fin dalla prima edizione – continua Vincenzo Mei -  avevo sottolineato che se non si fosse cercato anche un forte legame con il territorio, ben presto si sarebbero mostrati gravi difficoltà ed è proprio quello che è successo. L’idea di una manifestazione legata alle tradizioni della gastronomia locale, era e resta ancora valida, ma bisognava curare meglio il rapporto con i settori collegati, come il mondo agricolo, la ristorazione, il commercio ecc…Poiché, in verità la “norcineria” nel nostro comune non è poi così “forte”, bisognava creare un vero circuito di interessi. Si è parlato di “cinturello”, ma non si è nemmeno provato ad offrire incentivi ad aziende agricole per aiutarle ad avviare allevamenti di questa razza; si è completamente trascurato che esiste ancora una buona presenza di allevamenti di carne bovina di qualità; i ristoratori locali sono stati praticamente lasciati alla loro buona volontà. Insomma si è fatto poco o nulla per creare un indotto che trasformasse una manifestazione di pochi giorni in un fatto economico durevole e le pur lodevoli iniziative di pochi imprenditori della ristorazione e del commercio non sono bastate. Per questo  la manifestazione, senza linee guida definite, si è risolta in un fatto episodico slegato dall’economia locale ed alla fine non ha retto. Così si è persa un’altra buona occasione per pubblicizzare il nostro territorio ed aiutare tutta l’economia locale. Di questo non sono certamente soddisfatto. Voglio dire – conclude Vincenzo Mei -  una cosa che sicuramente farà storcere il naso a molti, ma siccome é noto a tutti che la maggiore produzione di tartufi pregiati è nel territorio del comune di Cagli, forse è il momento di smetterla di fare gli “snob”e provare, seppure in ritardo, come stanno facendo con successo altri comuni, ad organizzare qualcosa legato ad un prodotto di cui il nostro territorio è ricco.”

 

Reazione eccessiva del Sindaco alle dichiarazione di Pierfranceschi sulla frana di Molleone


In riferimento alle accese polemiche tra sindaco di Cagli ed il consigliere di minoranza Pierfranceschi, le reazioni del sindaco ci sono sembrate davvero eccessive. In fin dei conti il consigliere ha messo l’accento su una situazione oggettivamente tutt’ora irrisolta, che lascia una famiglia priva di alloggio e la frazione di Tarugo priva di un collegamento diretto con il capoluogo.
Per quanto riguarda la spesa di 700.000 euro che il sindaco interpreta come riferita al risarcimento chiesto dalla famiglia, è chiaro dalla lettura attenta dell’articolo che essa fa riferimento al totale complessivo delle spese sostenute sia per la famiglia che per l’intervento sulla strada. Facendo la somma delle cifre riportate nelle dichiarazione dello stesso sindaco, con l’aggiunta delle spese legali e degli interventi sulla frana, si raggiunge la somma di euro 667.000. Pertanto il riferimento quantitativo appare corretto se si tiene conto che la vicenda è ancora in corso. Il fatto poi che i costi siano stati sostenuti oltre che dal comune anche dalla regione Marche nulla toglie alle considerazioni avanzate in quanto si tratta pur sempre di soldi pubblici. Poiché il sindaco, in riferimento alla causa di risarcimento tutt’ora pendente, afferma che esiste “la possibilità di chiusura della lite in transazione” egli stesso ammette di fatto che l’amministrazione qualcosa deve aver pure sbagliato dal momento che la stessa amministrazione spera in una transazione come soluzione finale ad una richiesta di risarcimento avanzata in giudizio dalla famiglia. Infine poi non si ravvisano riferimenti offensivi nei confronti di dipendenti comunali.
Nella sostanza quindi la realtà è che alla amministrazione pubblica, comune e regione, questa vicenda ancora irrisolta, costerà una ingente somma sia per i risarcimenti sia per opere pubbliche che fino ad oggi non hanno nemmeno risolto il problema del collegamento con la frazione di Tarugo ancora non raggiungibile attraverso la strada di Molleone. Che un consigliere comunale si ponga interrogativi e giudichi non positivamente l’operato della amministrazione non deve scandalizzare perché fotografa una situazione esistente.
 

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